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Con l’approvazione della legge di conversione del decreto-legge 31 dicembre 2014, n. 192, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative, e la relativa pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, è entrato in vigore il cosiddetto Milleproroghe 2015. La data ufficiale di entrata in vigore è il 1° marzo 2015.

Il Milleproroge contiene molte novità che riguardano da vicino l’edilizia e le professioni tecniche, dallo smaltimento rifiuti all’attestazione Soa, dagli interventi cantierabili stabiliti dallo Sblocca Italia all’edilizia scolastica. Vediamo qui quali sono le novità in materia di antincendio.
Adeguamento alla normativa antincendio delle strutture ricettive turistico-alberghiere (art. 4 comma 2)

Prorogato dal 31 dicembre 2014 al 31 ottobre 2015 il termine per completare l’adeguamento alle disposizioni di prevenzione degli incendi nelle strutture ricettive turistico-alberghiere:

– con oltre venticinque posti letto;

– sistenti alla data dell’11 maggio 1994 (entrata in vigore del decreto del Ministro dell’Interno del 9 aprile 1994 contenente le regole tecniche in materia, successivamente modificato dal Dm 06 ottobre 2003);

– non a norma con la normativa di sicurezza antincendio;

– che hanno aderito al piano straordinario biennale di adeguamento alle disposizioni di prevenzione incendi,

I termini in esame erano già stati prorogati dal decreto-legge 30 dicembre 2013, n. 150, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 15 del 27 febbraio 2014. In attesa dell’aggiornamento delle disposizioni del citato decreto ministeriale, con conseguente semplificazione dei requisiti per le strutture ricettive turistico-alberghiere fino a cinquanta posti letto, la proroga consente di disporre del lasso di tempo utile a consentire alle strutture ricettive turistico-alberghiere di adeguarsi alle misure antincendio sulla base delle nuove regole tecniche semplificate in via di adozione.

La normativa di semplificazione dei procedimenti di prevenzione incendi, classifica le strutture ricettive alberghiere in tre categorie:

A rischio basso, con oltre 25 e non oltre 50 posti letto;

B rischio medio, con oltre 50 e non oltre 100 posti letto;

C rischio elevato, con oltre 100 posti letto.

Dopo l’adeguamento, occorre presentare la Scia antincendio, la quale autorizza lo svolgimento dell’attività alberghiera ai soli fini antincendio al Comando provinciale dei vigili del fuoco che, al fine di accertare il rispetto e la sussistenza delle prescrizioni antincendi, entro i successivi 60 giorni effettua:

a) la verifica a campione o sulla base di programmi settoriali previsti a livello nazionale, nel caso in cui la struttura ricettiva alberghiera ricada nella categoria A o B. A esito positivo il Comando rilascia, su richiesta dell’interessato, il verbale di visita tecnica;

b) il sopralluogo atto al rilascio del Certificato di Prevenzione Incendi (Cpi), nel caso in cui la struttura ricettiva alberghiera ricada nella categoria C.

Adempimenti antincendio per le nuove attività (art. 4 commi 2-bis e 2-ter)

Differito di 2 anni, al 7 ottobre 2016, il termine per l’assolvimento degli adempimenti prescritti dagli articoli 3 e 4 del Dpr n. 151/2011, da parte dei soggetti (enti e privati) responsabili delle c.d. nuove attività non assoggettate alle disciplina di prevenzione incendi prima del nuovo regolamento accolto dal Dpr n. 151/2011, che risultavano già esistenti alla data di pubblicazione del citato decreto, a condizione che detti soggetti provvedano agli adempimenti di cui all’articolo 3 del Dpr n. 151/2011 entro 8 mesi.

Le nuove attività introdotte dal Dpr n. 151/2011 si riferiscono a:

– infrastrutture di trasporto a elevato rischio (aerostazioni, stazioni ferroviarie, stazioni marittime, con superficie coperta accessibile al pubblico superiore a 5.000 mq; metropolitane in tutto o in parte sotterranee; interporti con superficie superiore a 20.000 mq; gallerie stradali di lunghezza superiore a 500 metri e ferroviarie superiori a 2.000 metri);

– grandi complessi per il terziario (edifici e/o complessi edilizi a uso terziario e/o industriale caratterizzati da promiscuità strutturale e/o dei sistemi delle vie di esodo e/o impiantistica con presenza di persone superiore a 300 unità, ovvero di superficie complessiva superiore a 5.000 mq, indipendentemente dal numero di attività costituenti e dalla relativa diversa titolarità);

– demolizioni di veicoli e simili con relativi depositi, di superficie superiore a 3.000 mq;

– strutture turistico-ricettive all’aria aperta (campeggi, villaggi turistici, ecc.) con capacità ricettiva superiore a 400 persone.